L'antica
icona
Una
effige antica e misteriosa, quella del Genio di Palermo,
che all'interno dell'articolato tessuto cittadino si
può rintracciare in cinque opere, dislocate nei
punti nevralgici della città. Ecco dunque un
itinerario che parte dalla statua forse più celebre,
quella di Piazza Rivoluzione, sottratta dai tiranni
e riportata a furor di popolo nel luogo d'origine, vede
il Genio sontuoso di Villa Giulia, quello trascurato
e sbrecciato della Vucciria, quello seminascosto del
bassorilievo custodito
nella zona militare dei Cantieri Navali e infine si
conclude a Palazzo Pretorio, dove la statua reca l'inquietante
scritta "suos devorat alienos nutrit".
Il Genio di Palermo, rappresentato come un sovrano barbuto,
con un serpente al collo- simbolo al contempo di pericolo
e di sapienza- è da secoli l'immagine metaforica
della città, e da questa sembra averne assorbito
perfettamente l'animo inquieto e mutevole. Inoltre,
proprio al collo della statua del Genio di Piazza Rivoluzione,
il popolo usava affiggere foglietti con doglianze e
sberleffi, consacrandolo così come effige simbolica
di libertà, originalità e autonomia di
pensiero. Proprio per questo motivo - oltre che per
un'operazione scherzosa e provocatoria di anti-understatement-
il Genio è stato scelto come simbolo della creatività
e dell'immaginazione, anche per ribaltarne e smentirne
l'antico detto che lo voleva divoratore dei suoi figli.
Questo nuovo Genio, al contrario, si propone di rivelare
al pubblico il lavoro degli artisti che vivono e lavorano
in questa città, e che costituiscono una innegabile
risorsa di energie creative, pronte a manifestarsi. |