/ attività / chi siamo / contatti

         
 

Il Genio di Palermo Studi aperti degli artisti

 

 
VI edizione
settembre/ottobre 2005


V edizione
settembre 2003


IV edizione
ottobre 2001


III edizione
settembre 2000


II edizione
settembre 1999


I edizione
settembre 1998

 

L'antica icona

Una effige antica e misteriosa, quella del Genio di Palermo, che all'interno dell'articolato tessuto cittadino si può rintracciare in cinque opere, dislocate nei punti nevralgici della città. Ecco dunque un itinerario che parte dalla statua forse più celebre, quella di Piazza Rivoluzione, sottratta dai tiranni e riportata a furor di popolo nel luogo d'origine, vede il Genio sontuoso di Villa Giulia, quello trascurato e sbrecciato della Vucciria, quello seminascosto del bassorilievo custodito
nella zona militare dei Cantieri Navali e infine si conclude a Palazzo Pretorio, dove la statua reca l'inquietante scritta "suos devorat alienos nutrit".
Il Genio di Palermo, rappresentato come un sovrano barbuto, con un serpente al collo- simbolo al contempo di pericolo e di sapienza- è da secoli l'immagine metaforica della città, e da questa sembra averne assorbito perfettamente l'animo inquieto e mutevole. Inoltre, proprio al collo della statua del Genio di Piazza Rivoluzione, il popolo usava affiggere foglietti con doglianze e sberleffi, consacrandolo così come effige simbolica di libertà, originalità e autonomia di pensiero. Proprio per questo motivo - oltre che per un'operazione scherzosa e provocatoria di anti-understatement- il Genio è stato scelto come simbolo della creatività e dell'immaginazione, anche per ribaltarne e smentirne l'antico detto che lo voleva divoratore dei suoi figli. Questo nuovo Genio, al contrario, si propone di rivelare al pubblico il lavoro degli artisti che vivono e lavorano in questa città, e che costituiscono una innegabile risorsa di energie creative, pronte a manifestarsi.