Christian Boltanski Monte di Pietà
Palermo - Palazzo Branciforte
14 ottobre - 17 dicembre 2
000
 



per maggiori informazioni sull'evento:

S i n t e s i C u l t u r a
info@sintesicultura.it
__+39 0916112100__

 
 
18 OTTOBRE 2000
BOLTANSKI
Sguardi strappati all'oblio - Fantasmi appesi a un filo
L'artista francese incontra la città di Palermo dove è ospite a Palazzo Branciforte con una mostra visitabile fino al 24 dicembre. E come per magia, in quel luogo trasformato nell'Ottocento in Monte dei Pegni, appaiono e scompaiono silhouettes di uomini e donne che hanno venduto i loro beni nuziali, vestiti, stoffe ricamate, piccoli gioielli. Volti di sconosciuti, proiezioni di luci e ombre giocano tra le scaffalature antiche e l'infilata di scale in legno a ricostruire la storia di gente anonima, che oggi non c'è più e di cui si è perduta anche la memoria.
Elena Del Drago - Arianna Di Genova
IL MANIFESTO
 
23 OTTOBRE 2000
L'ARTISTA E I PEZZI PERDUTI
La memoria degli oggetti perduti riemerge tra le stanze dell'ex Monte di Pietà palermitano. Lì tra quelle scaffalature vecchie di un secolo e più, Christian Boltanski, artista catalogatore, ha allestito un'istallazione ispirata ai fantasmi del luogo, la povera gente che impegnava i propri abiti e i propri oggetti in cambio di qualche soldo…..
Mario De Caro
LA REPUBBLICA
 
29 OTTOBRE 2000
STRATEGIE PER RICORDARE SENZA TERRORE
Un'istallazione di Christia Boltanski a Palermo richiama il senso della festività dedicata ai defunti
….Nell'antico Monte di Pietà rivive la memoria di uomini e donne comuni…..
Anna Detheridge
IL SOLE 24 ORE
 
29 OTTOBRE 2000
I FANTASMI DI BOLTANSKI, SARAMAGO DELL'ARTE
Mostre/Una installazione a Palermo nel suggestivo ex Monte di Pietà.
…….Dice Boltanski: <<Se si dice o scrive il nome di qualcuno gli si restituisce, momentaneamente, la vita, gli si attribuisce un'esistenza individuale>>……
Costanzo Costantini
IL MESSAGGERO
 
30 OTTOBRE 2000
BOLTANSKI IL MISTERIOSO
Dapprima un teatro di ombre ruota sulle pareti. Poi ectoplasmi bianchi fluttuanti nel buio. Infine, in un intricato labirinto di scale e ballatoi penzolano, come impiccati, abiti scuri mentre al di là delle balaustre si intravedono volti e piccoli lumi. E' la splendida mostra che Christian Boltanski ha realizzato negli spazi di Palazzo Branciforte a Palermo. Questa era la sede del Monte di Pietà di Santa Rosalia, non quello dei preziosi, ma quello dove la povera gente affluiva per impegnare corredi, lenzuola e pezze di stoffa……
Laura Cherubini
IL GIORNALE
 
6 NOVEMBRE 2000
SE ANCHE IL TEMPO SI DEPOSITA
……il Monte dei pegni di Palermo: stanze ricoperte nel 1801 con scaffalature di legno, strette passerelle, intrichi di scale e camminamenti aerei aggiunti man mano che gli oggetti si accumulavano. Soprattutto abiti e corredi di povera gente. Christian Boltanski che ha un'unica ossessione: la morte e il passare del tempo che porta l'oblio sull'identità………Nelle stanze buie oscillano come fantasmi, o veroniche, decine di camicie da notte bianche su cui sono proiettate vecchie foto. E poi gli abiti neri delle vedove e le sagome di scheletri proiettate contro luce a formare un Trionfo della morte come quello di Palazzo Sclafani. L'abilità di Boltanski ricorda quella di Proust: viaggiare nel tempo scandagliando, con una gamma infinita di varianti emotive, la stessa ossesione.
Francesca Bonazzoli
CORRIERE DELLA SERA
 
18 NOVEMBRE 2000
BOLTANSKI REINVENTA LE STANZE DEL MONTE DI PIETA'

A Palazzo Branciforte tra lampade e pigiami le suggestioni notturne dell'artista francese

Guido Curto
LA STAMPA
 
13 DICEMBRE 2000
L'INQUITANTE BOLTANSKI

Palazzo Branciforte, Monte di Pietà Santa Rosalia, un luogo del popolo per l'arte scardinante ed evocativa dell'artista transalpino.

Salvo Ferlito
L'ORA
 
FEBBRAIO 2000
L'ISOLA EMERSA DALL'ISOLAMENTO
…..Il prezzo della povertà
Emozioni di altra natura suscita l'incontro con l'intervento - realizzato nell'ambito del Festival di Palermo sul Novecento - di Christian Boltanski a Palazzo Branciforte. Costruito nel XVI secolo, Palazzo Branciforte ha nel tempo perso la sua funzione originaria di "teatro " di vita sfarzosa e, dopo varie vicissitudini, i suoi locali furono adibiti (nel 1801) a Monte dei Pegni non preziosi di Santa Rosalia e come tali rimasero in funzione fino al 1979, quando la struttura fu abbandonata. Riaperto al pubblico per la prima volta in occasione di questa mostra, Palazzo Branciforte è un luogo affollato di "presenze ", di vita, di dolore, di distacchi, di testimonianze di "assenze della memoria " di quegli oggetti umili - materassi, biancheria, capi di vestiario, ecc. - che i poveri lasciavano in pegno e che erano conservati negli ampi saloni gentilizi del primo piano divenuti luoghi di gestione della povertà. I locali, rivestiti dal pavimento al soffitto di scansie lignee, solcate da scale e da passerelle, cintate da ballatoi, provviste di camminamenti aerei che le attraversavano alla sommità delle alte volte erano percorsi nei tre ordini dei ballatoi da carrelli e carrucole manovrate da inservienti (detti "uomini-scimmia) che provvedevano con efficienza a riporre, inventariare, ritirare…..
…..La presenza delle assenze
L'intervento di Boltanski è stato lieve, affettuoso, rispettoso del luogo, della forte presenza delle assenze, di <<quello scorrere di oggetti, persone e storie che formano l'accumulo di un tempo apparentemente senza qualità >>. Per tutto il percorso ci accompagna un sentimento intimo dolce e melanconico, profondo, che ci riporta all'inizio di tutto e che è la costante dell'opera dell'artista: l'accettazione dell'idea della morte, vissuta nella sua domestica ineluttabilità, accettata senza ribellione, senza esorcizzarla né rimuoverla negandola….. le memorie sono presenti, vive e dolenti e Boltanski, con profonda sensibilità, si è limitato a "richiamarle " appendendo solo qualche abito, inserendo nei ballatoi qualche fotografia di anonimi volti fotografati e rifotografati fino ad annulare le sembianze, foto illuminate da tenui lampade simili a lumini cimiteriali, e diffondendo nell'ambiente la cantilena di una voce bassa, quasi un sussurro, che "recita " gli elenchi degli oggetti lasciati in pegno: <<….due materassi, quattro paia di lenzuola, due coperte di lana, cinque asciugamani…..>>.
Laura Tansini
ARS