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| 18 OTTOBRE 2000 |
BOLTANSKI
Sguardi strappati all'oblio - Fantasmi appesi a un filo
L'artista francese incontra la città di
Palermo dove è ospite a Palazzo Branciforte con una mostra
visitabile fino al 24 dicembre. E come per magia, in quel luogo
trasformato nell'Ottocento in Monte dei Pegni, appaiono e scompaiono
silhouettes di uomini e donne che hanno venduto i loro beni
nuziali, vestiti, stoffe ricamate, piccoli gioielli. Volti di
sconosciuti, proiezioni di luci e ombre giocano tra le scaffalature
antiche e l'infilata di scale in legno a ricostruire la storia
di gente anonima, che oggi non c'è più e di cui
si è perduta anche la memoria. |
| Elena Del
Drago - Arianna Di Genova
IL MANIFESTO |
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| 23 OTTOBRE 2000 |
L'ARTISTA E I PEZZI PERDUTI
La memoria degli oggetti perduti riemerge tra
le stanze dell'ex Monte di Pietà palermitano. Lì
tra quelle scaffalature vecchie di un secolo e più, Christian
Boltanski, artista catalogatore, ha allestito un'istallazione
ispirata ai fantasmi del luogo, la povera gente che impegnava
i propri abiti e i propri oggetti in cambio di qualche soldo
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| Mario De
Caro
LA REPUBBLICA |
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| 29 OTTOBRE 2000 |
STRATEGIE PER RICORDARE SENZA TERRORE
Un'istallazione di Christia Boltanski a Palermo
richiama il senso della festività dedicata ai defunti
.Nell'antico Monte di Pietà rivive la memoria di
uomini e donne comuni
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| Anna Detheridge
IL SOLE 24 ORE |
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| 29 OTTOBRE 2000 |
I FANTASMI DI BOLTANSKI, SARAMAGO
DELL'ARTE
Mostre/Una installazione a Palermo nel suggestivo
ex Monte di Pietà.
.Dice Boltanski: <<Se si dice o scrive il
nome di qualcuno gli si restituisce, momentaneamente, la vita,
gli si attribuisce un'esistenza individuale>>
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| Costanzo
Costantini
IL MESSAGGERO |
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| 30 OTTOBRE 2000 |
BOLTANSKI IL MISTERIOSO
Dapprima un teatro di ombre ruota sulle pareti.
Poi ectoplasmi bianchi fluttuanti nel buio. Infine, in un intricato
labirinto di scale e ballatoi penzolano, come impiccati, abiti
scuri mentre al di là delle balaustre si intravedono
volti e piccoli lumi. E' la splendida mostra che Christian Boltanski
ha realizzato negli spazi di Palazzo Branciforte a Palermo.
Questa era la sede del Monte di Pietà di Santa Rosalia,
non quello dei preziosi, ma quello dove la povera gente affluiva
per impegnare corredi, lenzuola e pezze di stoffa
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| Laura Cherubini
IL GIORNALE |
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| 6 NOVEMBRE 2000 |
SE ANCHE IL TEMPO SI DEPOSITA
il Monte dei pegni di Palermo: stanze
ricoperte nel 1801 con scaffalature di legno, strette passerelle,
intrichi di scale e camminamenti aerei aggiunti man mano che
gli oggetti si accumulavano. Soprattutto abiti e corredi di
povera gente. Christian Boltanski che ha un'unica ossessione:
la morte e il passare del tempo che porta l'oblio sull'identità
Nelle
stanze buie oscillano come fantasmi, o veroniche, decine di
camicie da notte bianche su cui sono proiettate vecchie foto.
E poi gli abiti neri delle vedove e le sagome di scheletri proiettate
contro luce a formare un Trionfo della morte come quello di
Palazzo Sclafani. L'abilità di Boltanski ricorda quella
di Proust: viaggiare nel tempo scandagliando, con una gamma
infinita di varianti emotive, la stessa ossesione. |
| Francesca
Bonazzoli
CORRIERE DELLA SERA |
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| 18 NOVEMBRE 2000 |
| BOLTANSKI REINVENTA LE STANZE DEL
MONTE DI PIETA' A Palazzo
Branciforte tra lampade e pigiami le suggestioni notturne
dell'artista francese |
| Guido Curto
LA STAMPA |
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| 13 DICEMBRE 2000 |
| L'INQUITANTE BOLTANSKI
Palazzo Branciforte, Monte
di Pietà Santa Rosalia, un luogo del popolo per l'arte
scardinante ed evocativa dell'artista transalpino. |
| Salvo Ferlito
L'ORA |
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| FEBBRAIO 2000 |
L'ISOLA EMERSA DALL'ISOLAMENTO
..Il prezzo della povertà
Emozioni di altra natura suscita l'incontro con
l'intervento - realizzato nell'ambito del Festival di Palermo
sul Novecento - di Christian Boltanski a Palazzo Branciforte.
Costruito nel XVI secolo, Palazzo Branciforte ha nel tempo perso
la sua funzione originaria di "teatro " di vita sfarzosa
e, dopo varie vicissitudini, i suoi locali furono adibiti (nel
1801) a Monte dei Pegni non preziosi di Santa Rosalia e come
tali rimasero in funzione fino al 1979, quando la struttura
fu abbandonata. Riaperto al pubblico per la prima volta in occasione
di questa mostra, Palazzo Branciforte è un luogo affollato
di "presenze ", di vita, di dolore, di distacchi,
di testimonianze di "assenze della memoria " di quegli
oggetti umili - materassi, biancheria, capi di vestiario, ecc.
- che i poveri lasciavano in pegno e che erano conservati negli
ampi saloni gentilizi del primo piano divenuti luoghi di gestione
della povertà. I locali, rivestiti dal pavimento al soffitto
di scansie lignee, solcate da scale e da passerelle, cintate
da ballatoi, provviste di camminamenti aerei che le attraversavano
alla sommità delle alte volte erano percorsi nei tre
ordini dei ballatoi da carrelli e carrucole manovrate da inservienti
(detti "uomini-scimmia) che provvedevano con efficienza
a riporre, inventariare, ritirare
..
..La presenza delle assenze
L'intervento di Boltanski è stato lieve, affettuoso,
rispettoso del luogo, della forte presenza delle assenze, di
<<quello scorrere di oggetti, persone e storie che formano
l'accumulo di un tempo apparentemente senza qualità >>.
Per tutto il percorso ci accompagna un sentimento intimo dolce
e melanconico, profondo, che ci riporta all'inizio di tutto
e che è la costante dell'opera dell'artista: l'accettazione
dell'idea della morte, vissuta nella sua domestica ineluttabilità,
accettata senza ribellione, senza esorcizzarla né rimuoverla
negandola
.. le memorie sono presenti, vive e dolenti e
Boltanski, con profonda sensibilità, si è limitato
a "richiamarle " appendendo solo qualche abito, inserendo
nei ballatoi qualche fotografia di anonimi volti fotografati
e rifotografati fino ad annulare le sembianze, foto illuminate
da tenui lampade simili a lumini cimiteriali, e diffondendo
nell'ambiente la cantilena di una voce bassa, quasi un sussurro,
che "recita " gli elenchi degli oggetti lasciati in
pegno: <<
.due materassi, quattro paia di lenzuola,
due coperte di lana, cinque asciugamani
..>>. |
| Laura Tansini
ARS |
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